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A volte la Vita (V maiuscola) fa grandissimi giri per poi tornare - manco stessimo percorrendo un cerchio - al punto di partenza. O ad uno dei punti delle infininite partenze dell'Esistenza (ancora una MIAUSCOLA!). Sto' leggendo in questi giorni un interessante libro intitolato "La repubblica dei numeri" scritto da Piergiorgio Odifreddi, professore di Logica matematica alle universit� di Torino e Cornell Pagine permeate da un fortissimo spirito scientifico e da un altrettanto forte anticlericalismo; con commenti spesso puntuti che spaziano dalla religione all'attualit�, dall'arte al premio Nobel. Ad un certo punto del capitolo sull'arte mi imbatto in un concetto che fa scattare qualcosa in me:Da un punto di vista geometrico, rappresentare un evento quadrimensionale mediante una successione di istantanee equivale a considerare il tempo come una dimensione lungo la quale fare scorrere le sezioni tridimensionali dell'evento. Lo stesso trucco si puo' usare per rappresentare oggetti tridimensionali mediante una successione delle loro sezioni bidimensionali (Il testo � di Odifreddi, l'italic mio)Gi� a questo punto inizio a trovare un fortissimo parallelo con quella che e' la metodologia di sviluppo in Flash: una timeline che rappresenta lo scorrere lineare (il tempo) di oggetti che interagiscono sullo stage nelle rimanenti tre dimensioni. In passato - proprio nella lezione d'avvio del mio corso al Master in Universit� Bicocca - avevo paragonato questa quadrupla dimensionalit� di Flash alla bidimensionalit� di html tirando in ballo Flatland, il romanzo scritto da Edwin Abbot nel 1884 dove veniva descritto un mondo bidimensionale (immaginate essere puntiformi che si muovono su di un foglio di carta) rispetto al nostro normalissimo mondo tridimensionale. Immaginate la mia sorpresa quando - qualche riga dopo la citazione precedente - leggo
Di questo genere sono le percezioni degli esseri bidimensionali di Flatlandia. il romanzo che E. Abbot scrisse come introduzione alla geometria a piu' dimensioni.Il mondo - a volte - e' veramente piccolo e capita di trovare lo stesso concetto in salse che mai si sarebbe aspettati di assaggiare.